La valle della Loira allinea più di trenta castelli aperti al pubblico su centocinquanta chilometri. Volerli vedere tutti equivale a non vederne nessuno. Tre giorni ben organizzati permettono quattro visite, sufficienti a seguire l architettura francese dal tardo Medioevo al Rinascimento.
I quattro imprescindibili
Chambord colpisce per la sola dismisura: quattrocentoventi ambienti, una scala a doppia elica attribuita alla cerchia di Leonardo da Vinci e terrazze sul tetto che dominano una tenuta grande quanto il centro di Parigi. Chenonceau, costruito sopra il fiume Cher, è il più elegante e il più affollato. Azay-le-Rideau è più piccolo, si specchia nel proprio stagno e si visita in un ora. Villandry non merita la sosta per l edificio ma per i giardini rinascimentali ricostruiti, i più belli della valle.
Dove stabilire la base
Amboise e Blois si trovano al centro della valle e portano ogni sito importante entro quarantacinque minuti. Amboise ha il vantaggio di un centro storico gradevole la sera, del proprio castello sulla Loira e del Clos Lucé, dove Leonardo passò gli ultimi anni. In stagione si va dagli 80 ai 130 euro a notte.
Prezzi e orari
L ingresso costa dai 12 ai 19 euro a seconda del castello, e i giardini si pagano a volte a parte. Chambord e Chenonceau aprono presto e si visitano molto meglio prima delle dieci o dopo le sedici. A luglio e agosto la calca nelle strette gallerie di Chenonceau rende francamente scomoda la visita di mezzogiorno.
Come spostarsi
L auto è la soluzione più flessibile, ma la valle si presta benissimo alla bicicletta: un itinerario segnalato segue il fiume per quasi novecento chilometri, con tappe pianeggianti e noleggi in ogni paese. Da Blois a Chambord in bici si impiega circa un ora e mezza su strade forestali, senza alcuna difficoltà.
Un po di storia aiuta
Non sono fortezze difensive. La maggior parte fu costruita o rifatta tra il 1450 e il 1550, quando la corte francese risiedeva lungo la Loira e la fortificazione lasciò il posto alla rappresentanza. Da qui le grandi finestre, i tetti elaborati e le scale teatrali. Letti in quest ordine, dal mastio medievale di Chinon al Rinascimento puro di Azay-le-Rideau, si trasformano da serie di edifici graziosi in un racconto coerente su come il potere abbia cambiato linguaggio.
Quattro castelli, due villaggi e una sera in riva al fiume battono qualsiasi maratona di monumenti.